BREVI NOTE PER LA PREPARAZIONE DELL’ELABORATO FINALE DEL CORSO DI LAUREA E DELLA TESI DI COMPLETAMENTO DEL CORSO DI LAUREA SPECIALISTICA (MAGISTRALE). 
(indicazioni del prof. Claudio Cecchi)

L'elaborato finale di un corso di laurea e di laurea specialistica/magistrale (Tesi) rappresenta il prodotto di un intero percorso di studi, attraverso l'approfondimento di un tema presentato da qualche docente durante il suo insegnamento.
Il primo compito del laureando è arricchire la sua conoscenza sul tema cercando informazioni e riflessioni nelle biblioteche, nelle riviste specialistiche e in internet.
Questo è un passaggio essenziale nella formazione di un laureato!
La capacità di trovare informazioni e riflessioni scientificamente valide, utili e condivise dalla comunità scientifica è essenziale per costruire la capacità di rispondere ai problemi.
Il relatore può aiutare suggerendo un punto di partenza irrinunciabile, quando esista; può poi aiutare con una valutazione dell'attendibilità delle fonti o sull'autorevolezza degli autori; può aiutare valutando il progetto di ricerca; infine può aiutare commentando i testi scritti dal laureando nelle fasi intermedie del lavoro. E poco di più. 
Il lavoro lo deve fare lo studente!

Per la preparazione dell’elaborato finale.

Momento essenziale del lavoro di preparazione dell’elaborato finale è la preparazione del progetto di lavoro; questo documento si traduce, nella sostanza, nell’introduzione al testo dell’elaborato finale (o della Tesi). Questo progetto di lavoro deve essere presentato al relatore prima dell’inizio della stesura dell’elaborato finale; i suoi contenuti vengono discussi col relatore che ne valuta la solidità, la coerenza e la praticabilità. 

Il progetto di lavoro deve essere scritto in modo chiaro, in un testo di quattro/cinque pagine (cioè attorno a 2000 parole, fino a 5000 parole per la Tesi di laurea specialistica), in cui 
1. Si definisce lo scopo del lavoro, formulando in modo esplicito un quesito sul quale si intende indagare; questo quesito deve emergere dalla letteratura della disciplina a cui si fa riferimento e non dalla fantasia e dalle aspirazioni personali; 
2. Si spiega quali siano gli argomenti dei diversi capitoli che verranno scritti e perché sia necessario affrontare quegli argomenti; 
3. Si afferma che nel capitolo conclusivo il candidato si propone di dare una risposta al quesito introdotto all’inizio; è importante anche rendere esplicita la sostanza della risposta che ci si può aspettare.

È importante che la candidata / il candidato dimostri la capacità di trovare informazioni e riflessioni sull’argomento che è oggetto dell’elaborato; che sia capace di leggere e capire le argomentazioni trovate e che, infine, sappia ragionare sul modo in cui le informazioni e riflessioni trovate sull’argomento siano utili per scrivere il testo dell’elaborato finale.Pertanto, nello scrivere il testo, è sempre necessario fare in modo che il lettore possa sapere quali siano le letture fatte dal candidato; è inoltre necessario che emerga chiaramente da quali fonti provengano le informazioni utilizzate nell’elaborato; in più, quando si riportano affermazioni, giudizi oppure opinioni formulate da altri autori, si riporti con chiarezza il luogo (libro, saggio, pagina web …) nel quale l’autore ha pubblicato il suo pensiero.

Le letture fatte saranno perciò elencate nei riferimenti bibliografici posti alla fine dell’elaborato.

La fonte dell’informazione deve essere segnalata nel testo esattamente nel punto in cui l’informazione è riportata.

Il luogo in cui è stata pubblicata l’affermazione, il giudizio oppure l’opinione deve essere segnalato nel testo esattamente nel punto in cui l’affermazione, il giudizio oppure l’opinione sono “utilizzate”.


Orientativamente, l’elaborato finale del corso di laurea prevede un massimo di 15.000 parole.
Introduzione: 2.000 parole
Primo capitolo; aspetti di carattere generale 4.000 parole
Secondo capitolo: aspetti teorici di carattere più circoscritto 4.000 parole
Terzo capitolo: caso/casi studio 4.000 parole
Conclusione 1.000 parole

Orientativamente, la tesi di laurea magistrale prevede un massimo di 40.000 parole.
Introduzione: 5.000 parole
Primo capitolo; aspetti di carattere generale 10.000 parole
Secondo capitolo: aspetti teorici di carattere più circoscritto 10.000 parole
Terzo capitolo: caso/casi studio 10.000 parole
Conclusione 5.000 parole
 
Alcune indicazioni per la stesura del testo dell’elabora finale.

ABBREVIAZIONI 
Nella redazione della tesi devono essere utilizzate solo le abbreviazioni più usuali come km per chilometro, m per metro, ca per circa, ecc. [non etc.] per eccetera e così via. Nelle note sono ammesse anche le abbreviazioni d’uso indicate nell’Appendice 2. 
 
ACCENTI 
Gli accenti devono essere accuratamente verificati. L’accento è acuto (suono stretto o chiuso) in sé, né, perché, affinché, poiché, finché, trentatré. L’accento è grave (suono largo o aperto) in tutti gli altri casi: è, cioè, caffè, tè ecc. Anche nel caso di altre lingue (francese, spagnolo ecc.) è fondamentale segnare correttamente tutte le accentazioni. 
 
ACRONIMI 
Alla prima occorrenza nel testo, l’acronimo va riportato tra parentesi tonde dopo aver indicato per esteso le parole che lo compongono. Nelle occorrenze successive può essere utilizzato liberamente. 
Es.: La fondazione della Repubblica Popolare Cinese (RPC)... [prima occorrenza]. Dal 1978 la politica di riforme economiche della RPC... [occorrenze successive] 

BIBLIOGRAFIA E RIFERIMENTI
Per i riferimenti bibliografici e la bibliografia è necessario seguire gli standard internazionali consolidati in letteratura. A questo proposito si veda il documento Harvard_2008.pdf che contiene l’Harvard style of citing and referencing, che presenta il più consolidato e diffuso modello nelle scienze sociali. (http://w3.uniroma1.it/cecchi/Harvard_2008.pdf)

CORSIVO, MAIUSCOLE, MINUSCOLE 
L’uso delle maiuscole deve essere limitato il più possibile. Vanno in minuscolo le indicazioni riguardanti: i nomi dei popoli, le confessioni religiose, i titoli nobiliari, le cariche pubbliche, i titoli ecclesiastici, i gradi e i corpi militari, i titoli accademici e onorifici, le indicazioni topografiche, i nomi dei mesi e dei giorni. 
I titoli usati in sostituzione del nome proprio, però, vanno in maiuscolo: es. papa Pio IX; il Papa andò... 
Nei titoli in inglese sostantivi, aggettivi e verbi devono essere scritti con la lettera iniziale maiuscola. In tedesco saranno in maiuscolo solo i sostantivi. 

Sono indicati in minuscolo e in corsivo: 
1) i termini stranieri o latini: corvées, status, in toto, climax, background, establishment; 
2) i titoli di libri, opere, riviste (vedi Minuscole). 

1. Quando la parola straniera è entrata nel lessico comune o disciplinare, la parola viene usata come fossi una parola italiana. Quindi, nello scrivere la forma plurale – nel caso in cui la parola finisca con una consonante – allora la si considera indeclinabile.
Esempi: non standards ma standard; non operators ma operator; non i targets… ma i target…; non gli audits… ma gli audit…
2. Quando la parola non è entrata nel lessico comune o disciplinare, la parola viene scritta in corsivo e, nel caso di forma plurale, si usa la regola della lingua di origine.
Esempi: Lo stakeholder, gli stakeholders ; la corporation, le corporations.

NOTE 
Le note vanno a piè di pagina (e non alla fine della tesi o dei singoli capitoli), con una numerazione progressiva unica per ogni capitolo. 
Qualora lo spazio a fine pagina sia insufficiente per la nota, questa potrà proseguire nella pagina successiva. In tal caso, il testo della nota dovrà essere preceduto dalla indicazione: (segue nota). 

TAVOLE, TABELLE, FOTOGRAFIE, MAPPE 
È sempre preferibile collocare eventuali tavole, illustrazioni, tabelle nel testo; qualora le loro dimensioni suggerissero di porle in appendice alla tesi, ovvero alla fine del capitolo, occorre dare in nota tutte le indicazioni necessarie a un rapido reperimento. La collocazione nel testo va indicata in una apposita sezione dell’indice generale. 
Ogni tavola, tabella ecc. va numerata indicando la fonte da cui è tratta. 
Le fotografie vanno numerate e corredate di didascalia, indicandone la fonte in un indice posto dopo la bibliografia. 

VIRGOLETTE 
Si usano, oltre che per introdurre e chiudere le citazioni, per i titoli di articoli, per evidenziare certi termini, sia nel testo sia in nota. Qualsiasi virgolettato all’interno di una frase già racchiusa tra virgolette richiede le virgolette semplici. Es.: “The phrase ‘Washington Consensus’ has become a familiar term in development policy circles in recent years” (Williamson, 2000, p. 251).

IMPAGINAZIONE 
La scelta è libera per caratteri (fonts), margini, sistema di numerazione delle pagine. Tuttavia, è opportuno usare caratteri di facile lettura (es. Times New Roman 12) ed evitare margini laterali troppo ampi (oltre 2,5-3cm). Va usata l’interlinea doppia. 

FRONTESPIZIO

Il frontespizio dell’elaborato finale o della tesi deve rispettare lo standard della Sapienza.

COPERTINA

Non esistono standard per la copertina alla Sapienza.
Lo studente può sbizzarrirsi.
È tuttavia utile che la copertina – nel caso in cui lo studente decida di usarla – contenga le informazioni essenziali:

Università, Corso di laurea (Laurea Magistrale), Titolo del testo, Nome e Cognome del laureando, Anno di laurea
 
 
Roma, 27 aprile 2014 (aggiornato il 3 ottobre 2016).